SCHEDE FILM TEATROTEKA

1. LA VISITA / WIZYTA

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Jurek intraprende un viaggio verso la propria città d'origine, da cui è assente da molti anni. Per il protagonista, partito per studiare in una grande città, la visita alla casa dei genitori è insieme una sfida e una necessità. Per superare la crisi che sta attraversando, il giovane deve fare i conti con i ricordi del passato, i fantasmi dei defunti e un senso ossessivo della propria fine. Una storia di formazione che si svolge al ritmo di un viaggio su un treno notturno, dove, come in un sogno, l'essenziale si mescola all'irrilevante, la solennità sconfina nel grottesco.

con Dawid Ogrodnik (Jurek), Krzysztof Stelmaszyk (padre), Ewa Wencel (madre), Danuta Nagórna (nonna), Jerzy Radziwiłowicz (Kuźniar), Katarzyna Herman (fioraia), Wiktoria Gorodeckaja (Anna), Paweł Domagała (Grzesiek).

testo: Radosław Paczocha

regia: Agnieszka Maskovic

fotografia: Wojciech Suleżycki

scenografia: Anna Adamek

costumi: Anna Adamek

montaggio: Jakub Motylewski

suono: Michał Robaczewski

direttore della produzione: Paweł Mantorski

produttore: Włodzimierz Niderhaus

durata: 42' / anno di produzione: 2015

 

2. L’AFFAIRE RITA G. / SPRAWA RITY G.

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Un adattamento per Teatroteka della pièce di Jolanta Janiczak Il caso Gorgonowa. Il processo a Rita Gorgonowa, che negli anni Trenta fece molto scalpore in Polonia, diviene, prima per l’autrice e poi per la regista, un pretesto per la creazione di una visione artistica autonoma. L’opera, scritta in un linguaggio distante dal colloquiale, non è la ricostruzione di un’indagine su un omicidio. I personaggi che vi compaiono hanno il proprio modello nella realtà, ma il tema non è il crimine commesso e la risoluzione del caso: il lungo processo diviene invece un fatto mediatico con un proprio sviluppo indipendente, sensazionale, rispondente alle esigenze dello spettacolo creato attorno al delitto stesso.

con Monika Buchowiec (Rita Gorgonowa), Martyna Byczkowska (Lusia Zarembianka), Kacper Olszewski (Staś Zaremba), Marcin Czarnik (Henryk Zaremba), Izabela Dąbrowska (Elżbieta, madre rinchiusa), Michał Bieliński (detective), Andrzej Blumenfeld (il giudice), Mirosław Zbrojewicz (produttore americano), Aleksandra Bożek (Stanisława Temida P.).

testo: Jolanta Janiczak

regista: Daria Kopiec

fotografia: Piotr Chodura

scenografia: Anna Wunderlich

costumi: Patrycja Fitzet

montaggio: Monika Sirojc P.S.M.

musica: Joanna Halszka-Sokołowska

suono: Aleksandra Pniak, Agata Chodyra

coreografia: Aneta Jankowska

direttore della produzione: Paweł Mantorski

produttore: Włodzimierz Niderhaus

durata 54’26’’ / anno di produzione 2017

 

3. LA CASETTA STORTA / KRZYWY DOMEK

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Lo spettacolo, realizzato in un unico piano sequenza di settanta minuti, ruota attorno al tema della maternità, presentata in diverse sue declinazioni: voluta, indesiderata, tossica, impossibile. Dopo anni di lontananza, due sorelle si incontrano nella casa di famiglia a causa della morte della madre. Klara, che vive all'estero, non può (non vuole?) avere figli. Ha sofferto l’educazione di una madre severa e dominante. La sorella minore, invece, è incinta, e intende dedicare la vita alla crescita del suo bambino. Le due donne sono accompagnate dai rispettivi partner, ma la figura della madre, la sua memoria, è onnipresente e condiziona anche il loro rapporto con i due uomini.

con Joanna Jeżewska (madre), Katarzyna Zawadzka (Klara), Barbara Wypych (Marta), Mariusz Bonaszewski (Franciszek), Tomasz Ziętek (Janek), Maria Maj (zia 1), Krystyna Tkacz (zia 2).

testo: Anna Wakulik

regia: Anna Wieczur - Bluszcz

fotografia: Witold Płóciennik P.S.C.

scenografia: Ewa Gdowiok

costumi: Zofia Ufnalewska

montaggio: Maciej Szydłowski

musica: Max Kucharski

suono: Michał Robaczewski, Agata Chodyra

direttore della produzione: Paweł Mantorski

consulenza di programma: Zenon Butkiewicz

caporedattore: Krzysztof Domagalik

supervisore artistico: Maciej Wojtyszko

produttore: Włodzimierz Niderhaus

durata: 76’14’’ / anno di produzione: 2016

 

4. VOSTRA ALTEZZA / WASZA WYSOKOŚĆ

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Durante una spedizione sul Kangchenjunga un ragazzo muore. Wanda, che era con lui, spiega nel corso di una conferenza stampa che cosa è successo. Al funerale del ragazzo è presente un documentarista che propone a Wanda di tornare sul Kangchenjunga per cercare il corpo dello scalatore scomparso. Alla spedizione, che verrà registrata per realizzare un film, si uniscono la fidanzata del ragazzo, Anna, e il padre di lei, Jerzy, amico di Wanda. I quattro devono confrontarsi con l’asprezza della natura, ma anche con il proprio, non facile, passato. Opera ispirata alla biografia dell'alpinista e scalatrice polacca Wanda Rutkiewicz.

con Dorota Kolak (Wanda), Jacek Romanowski (Jerzy), Agnieszka Żulewska (Anna), Krzysztof Czeczot (l’operatore), Kaya Kołodziejczyk (Allucinazione).

testo: Anna Wakulik

regia: Agnieszka Smoczyńska

fotografia: Kuba Kijowski P.S.C.

musica: Marcin Lenarczyk, Bartłomiej Tyciński

scenografia: Mirek Kaczmarek

costumi: Katarzyna Lewińska

montaggio: Agnieszka Glińska

suono: Michał Robaczewski

coreografia: Kaya Kołodziejczyk

direttore della produzione: Paweł Mantorski

produttore: Włodzimierz Niderhaus

durata: 52’ / anno di produzione: 2015

 

5. PORTAMI VIA / PORWAĆ SIĘ NA ŻYCIE

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Una commedia lirica, la storia bizzarra di un grande amore, tenuta nella convenzione dell'umorismo assurdo. Il protagonista, un cinquantenne inetto e sfortunato, decide per una volta nella vita di mostrare coraggio e compiere un'azione eroica. Rapisce dunque la collega di lavoro (di cui è innamorato fin dall'infanzia) per liberarla dal rozzo marito e iniziare con lei una nuova vita. Dopo averla portata nella casa disabitata di una zia, si rende però conto di quello che ha fatto. Ma, a quel punto, è la collega rapita a incoraggiarlo e a sostenerlo nella convinzione d'aver compiuto un’azione giusta e profondamente umana. Ciononostante, i due dovranno affrontare il marito della donna, che li sta inseguendo.

con Agata Kulesza (Karolina), Andrzej Mastalerz (Tadek), Tomasz Sapryk (Wojtek), Iza Kuna (Iwona), Andrzej Konopka (procuratore).

testo: Robert Urbański

regia: Michał Szcześniak

fotografia: Paweł Dyllus PSC

scenografia: Anna Wunderlich

costumi: Agata Culak

montaggio: Svitlana Topor

musica: Agata Kurzyk

suono: Aleksandra Pniak, Grzegorz Żaglewski, Radosław Ochnio

direttore della produzione: Paweł Mantorski

produttore: Włodzimierz Niderhaus

durata: 56'10" / anno di produzione: 2017

 

6. ALICE NEL MONDO DEGLI ORRORI / ALICJA W KRAINIE KOSZMARÓW

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Rapita mentre andava a scuola, la piccola Alice è stata tenuta prigioniera dal suo aguzzino in uno scantinato di cinque metri quadri per più di sette anni. Quando riesce finalmente a fuggire e riconquistare la libertà, è ormai una ragazza matura. Cerca di iniziare una nuova vita. Ed è qui che comincia l'azione del dramma. La sua storia, così sconcertante per l’opinione pubblica, diventa subito per i mass media un boccone succulento, un ghiotto prodotto mediatico da sfruttare al massimo. Alice cade nelle mani di un intraprendente agente, firma un libro che racconta la propria storia, diventa l'eroina di reportage per la televisione e per la stampa. Anche i genitori di Alice cercano di lucrare sulla sua tragedia, sostenendo di essere in fondo anche loro vittime del rapimento, mentre un ragazzo conosciuto da poco, dichiarando la propria amicizia disinteressata, mira in realtà a costruire, al suo fianco, la propria carriera mediatica. Tutto questo getta Alice in una depressione profonda. Non comprende il mondo in cui si trova ora che è libera. Giunge all'assurda constatazione che le persone a lei più vicine sono in realtà invidiose della tragedia che le è capitata, perché questa tragedia paradossalmente l’ha fatta diventare una persona ricca e famosa, cosa che nel mondo che la circonda è indice di felicità.

con Jowita Budnik (madre), Anna Próchniak (Alice), Tomasz Dedek (padre), Magdalena Schejbal (redattrice), Filip Perkowski (agente), Filip Pławiak (Alex).

testo: Piotr Domalewski

regia: Piotr Domalewski

fotografia: Bartosz Świniarski

scenografia: Anna Wunderlich

costumi: Zofia Komasa

montaggio: Magdalena Chowańska

musica: Marcin Nenko

suono: Michał Robaczewski, Marcin Jachyra, Tomasz Wieczorek

direttore della produzione: Paweł Mantorski

produttore: Włodzimierz Niderhaus

durata: 54'53'' / anno di produzione: 2018

 

7. IL CLIENTE SEGRETO / TAJNY KLIENT

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Una commedia amara con protagonista un “cliente segreto”, una persona ingaggiata dai datori di lavoro per controllare il rendimento dei propri dipendenti. Un moderno “ispettore generale”, che di volta in volta si cala nei panni di un cliente di un ristorante, una banca, un negozio, un centro servizi, una scuola di danza. Le ragioni della sua attività sono chiare: controllare la qualità delle prestazioni e l’atteggiamento dei dipendenti nei confronti del cliente. Moralmente ambiguo è invece il metodo, basato sulla provocazione, la menzogna, l’induzione all’errore, l’individuazione delle debolezze degli esaminati con lo scopo di trarne profitto.                                        

con Tomasz Borkowski (cliente segreto), Jędrzej Taranek (Marek), Matylda Damięcka (Dagmara), Lidia Sadowa (Alicja), Tomasz Nosiński (Artur), Wojciech Kalita (Damian), Mateusz Baran (Krzysztof / Agente speciale), Aleksandra Nowosadko (Basia), Mateusz Banasiuk (Maciek), Arkadiusz Janiczek (Adam), Katarzyna Kołeczek (proprietaria del ristorante).

testo: Igor Gorzkowski

regia: Wojciech Pitala

fotografia: Wojciech Suleżycki

scenografia: Ewa Gdowiok

costumi: Ewa Gdowiok, Justyna Gwizd, Agnieszka Kozyra

montaggio: Maciej Szydłowski

musica: Atanas Valkov

suono: Michał Robaczewski, Leszek Freund

direttore della produzione: Paweł Mantorski

produttore: Włodzimierz Niderhaus

durata: 53’ / anno di produzione: 2016

 

8. LA VALIGIA / WALIZKA

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Fransuà Jakò è alla ricerca della verità. Guidato dal Narratore e da una Segreteria telefonica, percorre la strada che lo porta da casa al Museo dell’Olocausto, per riconoscere lì, su una delle valigie di Auschwitz, il nome del padre. Non si tratta di una comune visita a un museo, ma di un viaggio che lo conduce al ritrovamento della memoria e della propria identità. La verità, che gli è mancata per tutta la vita, lo colpisce all’improvviso con una forza inaudita. Questa improvvisa svolta riporta alla luce ricordi, situazioni, domande a cui per anni non ha saputo rispondere. Davanti ai suoi occhi scorre adesso tutta la vita, tra sogni, incontri, viaggi e vari episodi dell’infruttuoso cammino alla scoperta di sé. La visita al Museo si trasforma in un viaggio nella memoria. I luoghi nei quali Fransuà si sofferma, reali o immaginari, creano una mappa mentale, un groviglio di dubbi, paure e speranze legati all’atto di aprire la valigia del padre, l’unico ricordo che gli rimane di lui.

L’originale costruzione dell’opera, la sua struttura, il linguaggio – attraverso cui si riesce a parlare dell’Olocausto in modo audace e innovativo – preservano la pièce da un pathos e un dolore eccessivi. La storia di Fransuà è raccontata da un misterioso Narratore che, insieme alla sua compagna, una Segreteria telefonica, segue, vive e commenta tutte le tappe del percorso del protagonista. Il doppio binario su cui si sviluppa l’opera e la sua imponente cornice narrativa fanno sì che il dramma, basato su una storia vera, si arricchisca di una propria dinamica interna, dando vita a un racconto che, in apparenza leggero, si rivela straordinariamente profondo e attuale. La valigia pone una domanda più ampia circa la conservazione della memoria collettiva dell’Olocausto, una domanda che è rivolta a chiunque tenti di nasconderla al sicuro, nel buio di un archivio.

con Adam Ferency (Fransuà Jakò/Sig. Pantofelnik), Krzysztof Globisz (Narratore), Halina Łabonarska (guida), Marta Król (Segreteria telefonica/Jaqlin), Łukasz Lewandowski (poeta).

testo: Małgorzata Sikorska-Miszczuk

regia: Wawrzyniec Kostrzewski

produttore: Włodzimierz Niderhaus

fotografia: Witold Płóciennik P.S.C.

scenografia: Ewa Gdowiok

costumi: Elżbieta Radke

musica: Piotr Łabonarski

montaggio: Jakub Motylewski

suono: Michał Robaczewski, Tomasz Wieczorek

direttore della produzione: Paweł Mantorski

durata: 67’ / anno di produzione: 2013

 

9. SOPRA / NAD

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In un’ambientazione realistica seguiamo la storia di Jakub. Accusato di un delitto che non ha commesso, esce di prigione dopo vent’anni. Ma può essere davvero libero? “La libertà è l’assenza di segreti”. Jakub conosce l’identità dell’unico testimone le cui accuse avevano costituito le basi per la sua condanna. Attraverso conversazioni e monologhi poetici, si costruisce il racconto di un dramma familiare e sociale.

con Eryk Lubos (Jakub), Henryk Talar (vecchio) Sławomira Łozińska (madre), Krzysztof Stroiński (padre), Anna Terpiłowska (psicologo), Andrzej Blumenfeld (direttore della prigione), Krzysztof Plewako-Szczerbiński (uomo).

testo: Mariusz Bieliński

regia: Mariusz Bieliński

fotografia: Arek Tomiak P.S.C.

scenografia: Anna Wunderlich

costumi: Elżbieta Radke

musica: Tomasz Łuc

montaggio: Jakub Motylewski

tecnici del suono: Michał Robaczewski, Tomasz Wieczorek

direttore della produzione: Paweł Mantorski

produttore: Włodzimierz Niderhaus

durata: 74’ / anno di produzione: 2015

 

10. L’UOMO CHE SEDEVA DI SPALLE / O CZŁOWIEKU, KTÓRY SIEDZIAŁ TYŁEM

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Commedia sull’alienazione di un ragazzo risucchiato nella realtà virtuale. Il protagonista, concentrato unicamente sul perfezionamento delle proprie abilità in un videogame e nell’app scaricata sul suo smartphone, perde a poco a poco il contatto con il mondo che lo circonda: interrompe le relazioni con i genitori e i coetanei, ignora i piaceri e i problemi della vita quotidiana e si isola da tutti e da tutto. Nel terrore dei genitori disperati, si va trasformando in un caso clinico. Ciononostante, per un destino crudele, alla fine dell’opera il protagonista sembra essere un uomo realizzato e felice.

con Jakub Zając (Artur), Małgorzata Bogdańska (madre), Piotr Zelt (padre), Zuzanna Zielińska (Aneta), Adam Bobik (Wojtek), Jacek Beler (uomo), Robert Martyniak (aiutante), Julia Gawrysiak (Miho).

testo: Karol Lemański

regia: Maciej Wiktor

fotografia: Janusz Dybowski

scenografia: Maja Zaleska

costumi: Magdalena Pawłowicz

montaggio: Amadeusz Andrzejewski

musica: Adam Świtała

coreografia: Mikołaj Mikołajczyk

tecnici del suono: Michał Robaczewski, Marcin Jachyra, Katarzyna Figat

direttore della produzione: Paweł Mantorski

produttore: Włodzimierz Niderhaus

durata: 54’ / anno di produzione: 2019

 

11. NON LASCIAMOCI LE PENNE! / A NIECH TO GĘŚ KOPNIE!

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La divertente e a tratti commovente storia di un’Oca che è alla ricerca del senso della vita e che finisce per trovarlo proprio dove meno se lo aspetta. Un’astuta Volpe predatrice si intrufola di notte in un pollaio. Quando sembra che stia ormai per agguantare una delle galline addormentate, i suoi piani vengono mandati all’aria da un’Oca che, rimasta in disparte, dà l’allarme. L’Oca, però, visto che – come dichiara – ha perso il senso della vita, informa la Volpe che la accompagnerà volentieri lei a cena… in qualità di pasto! La Volpe si rifiuta, non ha proprio alcuna voglia di mangiare la magra e malinconica Oca, e le propone di portarla invece dal suo vecchio amico Lupo, che di certo la divorerà con gran piacere. Nel corso del viaggio attraverso il bosco, la Volpe e l’Oca incontreranno altri animali, che proveranno a dissuadere la protagonista dal suo folle piano, raccontandole quali siano per loro le cose più importanti nella vita. Ma queste, per quanto varie e interessanti, continueranno a non soddisfare l’Oca. Lei, infatti, vuole trovare il “proprio” senso della vita. Il nostro modo di vivere, se si discosta da schemi comuni, deve per forza essere sbagliato? E, come si chiede la nostra protagonista, la vita deve per forza avere un solo senso?

con Agnieszka Przepiórska (Oca), Arkadiusz Janiczek (Volpe), Łukasz Lewandowski (Narratore), Sonia Bohosiewicz (Signora Lepre), Mariusz Jakus (Orso), Krzysztof Dracz (Lupo), Wojciech Brzeziński (Lontra), Łukasz Bugowski (Gallo), Olga Sarzyńska (Gallina I), Małgorzata Kowalska (Gallina II), Dominika Majewska (Gallina III), Julia Konarska (Oca Selvatica I), Dagmara Bąk (Oca Selvatica II), Natalia Handzlik (Formica), Magda Groszek (Leprotto I), Karol Brzeziński (Leprotto II), Kinga Bajowska (Leprotto III).

testo: Marta Guśniowska

regia: Joanna Zdrada

fotografia: Łukasz Gutt PSC

scenografia: Zofia Mazurczak-Prus

costumi: progetto Justyna Bernadetta Banasiak, realizzazione Alicja Patyniak-Rogozińska

trucco: Ewa Drobiec

coreografia: Kamil Wawrzuta

montaggio: Maciej Szydłowski PSM

musica: Jacek Grudzień, Piotr „Ziarek” Ziarkiewicz

suono: Michał Robaczewski, Aleksander Musiałowski

direttore della produzione: Paweł Mantorski

produttore: Włodzimierz Niderhaus

durata: 56’ / anno di produzione: 2019

 

Fot. Wojciech Radwański